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VINCENZO CECCARELLI

Il centrosinistra ha scelto me La porta per Donati resta aperta» – Ceccarelli: divisi da Donati. Per ora «Priorità Due Mari, no ai vigili in via Filzi

Nazione Arezzo di giovedì 12 marzo 2026, pagina 2
Intervista a Vincenzo Ceccarelli-Ceccarelli spazza via le ombre «Il centrosinistra ha scelto me La porta per Donati resta aperta» – Ceccarelli: divisi da Donati. Per ora «Priorità Due Mari, no ai vigili in via Filzi»

di Bigozzi Lucia
L’intervista al candidato sindaco Ceccarelli spazza via le ombre «Il centrosinistra ha scelto me La porta per Donati resta aperta» A pagina 2 Ceccarelli: divisi da Donati. Per ora «Priorità Due Mari, no ai vigili in via Filzi» II candidato del centrosinistra ammette i tentativi falliti di trovare un’intesa con i civici ma resta possibilista «La maggioranza è unita solo in apparenza, respingo i loro veleni». I numeri di partenza e le previsioni GRANDI OPERE «Medioetruria: occorre fare pressing sul ministero per la stazione a Rigutino» di Lucia Bigozzi AREZZO Vincenzo Ceccarelli, il 26 l’avvio della campagna. Cosa ha in mente? «Dopo la presentazione della coalizione e del candidato, saranno tracciate le linee programmatiche: lavoro in itinere perché il nostro mantra è l’ascolto delle persone e dei territori». Lei è stato immortalato in un colloquio con Donati dopo la partecipazione alla marcia della pace: cosa vi siete detti? «Anzitutto abbiamo marciato in pace e incontrato tante persone che ci hanno incoraggiato a trovare un’intesa». Si, ma l’intesa non c’è. È un addio o un arrivederci? «Di definitivo non c’è mai niente. Ci sono due percorsi paralleli, per ora non convergenti. Non per i rapporti tra me e Donati, ma perchè da entrambe le parti ci sono esigenze da elaborare con più tempo a disposizione. Da parte mia la porta resta aperta». II centrodestra dopo un percorso accidentato si è ricompattato su Comanducci. Il campo largo va alle urne con tre candidati: lei, Donati, il nome di Alternativa Comune. Partite svantaggiati? «II centrodestra si è rimesso insieme ma c’è chi vuole continuità e chi invoca discontinuità Sino sempre gli stessi e potrebbero garantire solo ciò che gli aretini hanno visto finora e non mi sembra molto gradito». E nel fronte progressista? «Ci sono maggiori specificità. C’è la sinistra radicale e dispiace non essere uniti anche perchè il LA SFIDA «I nostri avversari si sono ricompattati ma sono gli stessi che hanno governato» nostro programma comprende temi quali partecipazione, acqua pubblica, beni comuni. Per quanto riguarda Donati, si tratta di un’esperienza che viene definita civica all’interno della quale c’è una parte che guarda al centrosinistra ma non solo. Essere uniti sarebbe utile ma se finora non è stato possibile, è anche dovuto a sensibilità che non guardano solo al nostro campo». Alle regionali, in città Giani ha ottenuto il 50, 7% dei consensi contro un centrodestra fermo al 46.7e con Tomasi. Oggi quel 46è granitico, non teme che il vostro 50,7 sia messo a rischio dalla frammentazione di liste e candidati? «II rischio c’è ma non sono elezioni comparabili. La proposta alle regionali riguardava due candidati non del territorio, la partecipazione – lo auspico – alle comunali sarà maggiore e avranno più interesse i temi locali». Giani l’ha descritta inizialmente come poco convinto della candidatura a sindaco e forse affetto dalla sindrome regionale. Si riferiva alla mancata deroga alla sua candidatura in consiglio regionale? «No. Che la mia esperienza regionale dopo tre legislature fosse terminata, era chiaro. Inizialmente erano ipotesi, proposte dal livello regionale in funzione della candidatura ad Arezzo. So bene cosa significa fare il sindaco se sarò eletto ed è per questo che ho riflettuto a lungo prima di dare disponibilità a una richiesta, che poi è arrivata. Quando ho dato la disponibilità sapevo che servirà il massimo della passione e dell’impegno per la città e per i tanti cittadini che mi dimostrano stima e sostegno». In quella fase Giani pensò a Vaccari e lo dice chiaramente nell’intervista alla Nazione: le ha dato fastidio leggerlo? «No, anche perchè è stato un pensiero spontaneo e personale. E comunque Vaccari è una figura di grande prestigio per l’attività che porta avanti a livello internazionale». I temi. Via Filzi. Cosa pensa di fare? «È evidente il fallimento di una scelta fatta senza ponderazione e forse senza il coinvolgimento di chi quella caserma l’avrebbe dovuta utilizzare. Un uso corretto per il quartiere sarebbe quello di trasformarla in un centro diurno o in un centro culturale». Infrastrutture: due Mari al palo e Medioetruria sulla carta. Cosa propone? «Due Mari: da assessore ho rimosso l’impasse ottenendo dall’allora ministra Micheli l’inserimento nelle opere strategiche e un finanziamento di 8 milioni per la progettazione esecutiva. Ora insieme alla Regione occorre fare una forte pressione sul ministero che avrebbe già dovuto finanziare l’opera se non avesse destinato le risorse al ponte sullo Stretto». Medioetruria, una chimera?

*** «Da assessore ho ottenuto di riportare sei treni alta velocità alla fermata nella stazione di Arezzo. Ora va chiesto il potenziamento del servizio anche degli intercity. Medioetruria: occorre intervenire affinché il ministro blocchi la progettazione su Creti. La stazione va fatta a Rigutino dove c’è lo scambio ferro-ferro. Apprezzo la linea del presidente Giani e della collega dell’Umbria Proietti». Ieri sono girate versioni false, sopratutto in ambienti del centrodestra, circa un suo passo indietro da candidato sindaco per un alto incarico regionale. Che idea ha del clima di questa campagna elettorale? «Per quanto mi riguarda sarà una campagna basata sui contenuti e le proposte. Per il resto, vedo che si rincorrono informazioni da parte di chi auspicava che non fossi candidato sindaco. Questo rafforza la mia convinzione ad esserlo, anche e soprattutto perché la spinta decisiva per me è venuta dalla gente che incontro ogni giorno e sono loro che mi danno forza e stimoli».

LA POLEMICA Centrodestra a Giani «Non usi il suo ruolo per giochi politici» «Se davvero, come viene raccontato in queste ore, il presidente Giani sta muovendo le fila del centrosinistra tentando di costruire a tavolino una unità fondata su promesse, incarichi e compensazioni, saremmo davanti a un ‘mercimonio politico’ indegno. Un presidente di Regione non può usare il proprio ruolo istituzionale come leva per sistemare equilibri di partito o favorire candidature». I leader regionali del centrodestra vanno all’attacco e rilanciano rumors che i diretti interessati hanno smentito. In una nota Francesco Michelotti, (Fdl), Marco Stella (FI), Andrea Crippa (Lega), Andrea Ulmi (Noi Moderati) rilanciano: Ad Arezzo il centrodestra si è mosso con responsabilità e visione, scegliendo un ottimo candidato civico come Comanducci, figura che conosce la macchina amministrativa, ha già dato un contributo importante e concreto al buongoverno e incarna una prospettiva di continuità e di rilancio dopo gli anni positivi dell’esperienza guidata da Ghinelli. La scelta di Comanducci dimostra che il centrodestra ha messo al primo posto Arezzo, i progetti e i contenuti».

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