Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio… sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.”

Arezzo oggi è una città che ha perso parte del suo sentirsi comunità.
Non perché manchino le risorse, ma perché queste risorse non sono più connesse tra loro.

Il nostro obiettivo è semplice e ambizioso: ricostruire la nostra comunità.

Non immaginiamo una ipotetica città futura, ma rimetteremo insieme i pezzi della città reale.

Un modello di città

Arezzo è una città diffusa, articolata, complessa.
Non può essere governata accentrando tutto e cercando di dimenticarsi di tutti i paesi che la circondano. 

Per questo proponiamo un modello chiaro: una città policentrica, prossimale e solidale.

Una città che cresce non in estensione, ma in qualità.
Una città che non elimina le differenze, ma le mette in relazione.

Arezzo deve tornare a crescere.
Non una crescita qualsiasi, ma una crescita che tenga insieme sviluppo economico, qualità della vita e coesione sociale.

Per troppo tempo si è diffusa l’idea di una città ferma, che rischia di perdere opportunità e vedere partire le proprie energie migliori.
La nostra visione è opposta: Arezzo può essere una città attrattiva, dinamica, capace di offrire prospettive concrete, soprattutto ai giovani.

Ripartiamo da ciò che siamo: una città del saper fare, dell’artigianato, delle competenze diffuse.
Mettere a sistema questa vocazione con l’innovazione, le nuove tecnologie, la formazione e la ricerca è la chiave per costruire sviluppo duraturo.

Una città che trattiene talenti, che crea lavoro di qualità, che valorizza le imprese locali e ne attrae di nuove è una città che guarda avanti.

8 visioni per la nostra Arezzo

“Le città hanno la capacità di offrire qualcosa a tutti, solo perché – e solo quando – sono create da tutti.”
– Jane Jacobs

La distanza è, oggi, la misura reale delle disuguaglianze nella nostra città. Le difficoltà di connessioni fisiche di chi vive il nostro territorio e la poca cura che è stata loro dedicata evidenziano la disattenzione di chi sottovaluta quanto la mobilità impatti sulla vita quotidiana.

Non solo distanza fisica, ma distanza dai servizi, dalle decisioni, dalle opportunità.
La prossimità è la risposta politica a questa distanza, la partecipazione dei cittadini il cuore del nostro intervento: per questo pensiamo di dedicare alla partecipazione una apposita delega e un ufficio dedicato, oltre che dotarsi di strumenti all’avanguardia.

Una città è davvero vicina quando non costringe le persone a muoversi continuamente per vivere, ma porta ciò che serve nei luoghi della vita quotidiana.

Arezzo deve diventare una città in cui ogni quartiere e ogni paese è un luogo pieno, non residuale.
Non più un centro che si prende tutta l’attenzione  e periferie che aspettano, ma una rete di luoghi vivi.

Proposte operative

L’amministrazione si impegna a costruire una vera infrastruttura di prossimità:

  • Creare una delega dedicata alla Partecipazione Civica
  • Costruire una piattaforma digitale per permettere ai cittadini di partecipare direttamente all’amministrazione
  • Svolgimento periodico di giunte e incontri pubblici nei territori
  • Rafforzamento e trasformazione dei CAS in presidi civici e amministrativi locali
  • Sviluppo di un sistema di trasporto pubblico “sartoriale”, con navette e servizi a chiamata

“Uscirne tutti insieme è la politica. Uscirne da soli è l’avarizia.”
– Don Lorenzo Milani

La cura è ciò che tiene insieme una comunità.

Una città che si prende cura è una città che vede, riconosce e interviene. Che non lascia invisibili le fragilità, ben consapevole che essere fragili è una condizione che può colpire ciascuno di noi. 

Arezzo sta cambiando: cresce la popolazione anziana, aumentano le solitudini, si trasformano i bisogni sociali.  Serve una risposta strutturale, non emergenziale.

La cura riguarda le persone, ma anche gli spazi.
Una città curata è una città più giusta, più dignitosa, più vivibile.

La cura è anche condizione per lo sviluppo: una città che funziona, che sostiene le persone e riduce le disuguaglianze è una città più attrattiva, capace di trattenere energie e costruire futuro.

Proposte operative

L’amministrazione costruirà un sistema integrato di cura:

  • Rafforzamento di assistenza domiciliare (ADI e SAD) e servizi territoriali
  • Sviluppo di cohousing, case-famiglia e mini-alloggi protetti
  • Potenziamento dei servizi per anziani, disabilità e fragilità
  • Creazione di tavoli permanenti tra Comune, ASL e Terzo Settore
  • Maggiore manutenzione, illuminazione, qualità degli spazi pubblici

“La città è il luogo dove gli estranei imparano a vivere insieme.”
– Zygmunt Bauman

La sicurezza è una domanda reale. Ma non esistono risposte semplici.

Non esiste sicurezza senza comunità. La repressione dei reati è necessaria ma non basta. Non esiste sicurezza dove gli spazi sono vuoti e le persone sono isolate.

Una città più giusta è una città più sicura. 

Una città che mette al centro le persone, la cura, l’ascolto e offre opportunità, lavoro e prospettive è anche una città più sicura, perché riduce le condizioni di marginalità e rafforza il senso di appartenenza alla comunità.

Proposte operative

L’amministrazione attiverà una strategia integrata:

  • Presidi territoriali e presenza nei quartieri e frazioni
  • Piano di illuminazione urbana intelligente
  • Implementazione totem SOS con DAE, videosorveglianza e sistemi digitali per segnalazioni dei cittadini
  • Rafforzamento della Polizia Locale con funzione di prossimità
  • Rafforzamento servizi contro violenza e marginalità

“Costruire città significa costruire relazioni.”
– Richard Sennett

Arezzo ha un grande potenziale. Ma spesso questo potenziale resta isolato.

Il problema non è la mancanza di risorse, ma la mancanza di connessioni.Tra cittadini e amministrazione,
Tra scuola e lavoro, tra imprese e formazione, tra città e territorio.

Una città connessa è una città più forte, più aperta, più attrattiva.

Lo sviluppo di Arezzo passa dalla capacità di mettere in relazione il suo patrimonio produttivo con le nuove opportunità.

La nostra città ha una forte vocazione artigianale e manifatturiera, fatta di competenze, qualità e saper fare.
Il futuro si costruisce mettendo questo patrimonio a sistema con innovazione, ricerca e tecnologie digitali, creando nuove filiere e nuove opportunità.

Arezzo deve diventare una città che sostiene le imprese locali, favorisce l’innovazione e crea le condizioni perché i giovani possano trovare qui lavoro qualificato e prospettive di crescita.

Proposte operative

L’amministrazione lavorerà per costruire un sistema connesso:

  • Creazione di tavoli permanenti tra istituzioni, imprese, ITS, università e ricerca
  • Sviluppo di un polo universitario rafforzato e integrato con la città
  • Investimenti su mobilità sostenibile (rete ciclabile, connessioni ferro-gomma, collegamenti tra paesi e centro)
  • Sostegno alle filiere produttive locali ad alto valore aggiunto
  • Integrazione tra turismo, cultura e territorio (turismo slow e diffuso)

“Questo paese, dove sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l’ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto.”
– Cesare Pavese

Una città che educa è una città che costruisce il proprio futuro.

L’educazione non è solo scuola. È un ecosistema fatto di spazi, opportunità, relazioni.

Arezzo deve diventare una città educante, in cui giovani e famiglie trovano condizioni reali per crescere, studiare, restare.

La cultura, allo stesso tempo, deve uscire dai luoghi chiusi e diventare diffusa.

Educazione e sviluppo sono strettamente legati: una città che investe in formazione, università e cultura è una città che crea competenze e trattiene talenti.

Offrire opportunità reali ai giovani significa costruire un sistema che colleghi scuola, formazione e lavoro, permettendo a chi cresce ad Arezzo di scegliere di restare.

Proposte operative

L’amministrazione investirà su educazione e cultura come infrastrutture:

  • Ampliamento dei servizi 0–6 anni, con maggiore accessibilità
  • Rilancio delle scuole di paese come presidi di comunità
  • Sviluppo del polo universitario, rafforzamento degli ITS e del sistema formativo tecnico
  • Creazione di spazi studio e culturali diffusi
  • Riqualificazione di biblioteche, musei e spazi pubblici culturali

“Le comunità si costruiscono facendo insieme.”
– Ezio Manzini

Il futuro di una città si misura dalla sua capacità di essere accessibile, ovvero di garantire ad ognuno la possibilità di una abitazione adeguata e sicura. 

Oggi molte famiglie non trovano ad Arezzo condizioni e incentivi sufficienti per restare. Il problema non è solo il lavoro, ma l’accessibilità al sistema abitativo.

Serve una città che offra prospettive, non solo opportunità occasionali. 

Occorre risolvere l’attuale emergenza abitativa con strumenti amministrativi nuovi ed efficaci, a sostegno soprattutto delle giovani famiglie o delle fasce più deboli della cittadinanza. 

Il nostro obiettivo è costruire una città in cui sia possibile restare, lavorare e progettare il proprio futuro .

Proposte operative

L’amministrazione costruirà un sistema per  l‘abitare:

  • Mappatura degli immobili sfitti e attivazione di housing sociale
  • Sviluppo di un piano di sviluppo di edilizia residenziale pubblica
  • Piano di affitti calmierati
  • Riuso del patrimonio pubblico da adibire a studenti e giovani coppie
  • Piano di contributi comunali per gli affitti, con un fondo a rotazione

“Non ereditiamo la Terra dai nostri padri, ma la prendiamo in prestito dai nostri figli.”
– Antoine de Saint-Exupéry

Arezzo è già oggi un centro economico importante, con una forte vocazione produttiva e manifatturiera.
Una città del saper fare, delle competenze diffuse, capace di esprimere eccellenze anche nei settori più avanzati e tecnologici.

Il limite non è nella qualità del settore produttivo, ma nella frammentazione del sistema locale:
mancano connessioni più forti tra imprese, formazione, università e grandi player del territorio, per creare nuovo lavoro.

Per questo serve una visione chiara:
mettere a sistema il saper fare con l’innovazione, la ricerca e le nuove tecnologie, costruendo un modello di sviluppo capace di generare lavoro di qualità e nuove opportunità in modo sinergico.

Il nostro modello deve essere capace di affrontare le sfide della competizione internazionale, mettendo al centro una idea di sviluppo che abbia chiare le priorità ambientali e demografiche che stanno trasformando la nostra società.

L’amministrazione sarà capofila di un pensiero strategico per la crescita e l’innovazione: 

Proposte operative

  • Definizione di un programma Locale di Sviluppo Economico, tramite la collaborazione pubblico-privato
  • Sostegno all’imprenditoria giovanile, con supporto alle start up innovative e sviluppo di spazi di coworking
  • Istituzione di uno Sportello unico per imprese e investitori con procedure rapide e semplificate
  • Promozione di appalti che privilegino offerte tecniche, sicurezza del lavoro, salario minimo e sostenibilità ambientale.
  • Istituzione di un programma Comunale di Innovazione per fare di Arezzo una Smart City

“La nostra casa è in fiamme. Voglio che facciate qualcosa, come se fossimo nel bel mezzo di una crisi. Voglio che vi comportiate come se la nostra casa stesse andando a fuoco, perché è così”
– Greta Thunberg

Il Comune di Arezzo deve recepire le nuove istanze europee di transizione ecologica e digitale, e promuovere dunque un modello di sviluppo sostenibile, la tutela del suo ambiente e dei suoi cittadini, sfruttando le possibilità che provengono dai fondi europei e nazionali. 

Attraverso il coinvolgimento di cittadini, istituzioni e associazioni, Arezzo aspira a essere un modello di sostenibilità, ossia una città più vivibile, innovativa e attenta al suo ecosistema urbano, con un occhio di riguardo verso le nuove generazioni.

Sostenibilità, oggi, significa promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili, l’economia circolare e la tutela della biodiversità del territorio. Uno sviluppo che pertanto soddisfi sia le esigenze della generazione attuale sia di quelle future, secondo il principio di equità intergenerazionale.

L’amministrazione diventerà punto di riferimento per coordinare risorse e opportunità in chiave di sostenibilità: 

Proposte operative

  • Sviluppo di comunità energetiche locali e agevolazioni  per per nuove infrastrutture energetiche  
  • Istituzione di un ufficio comunale per l’europrogettazione
  • Supporto alla mobilità elettrica privata attraverso installazione di colonnine elettriche gratuite o a tariffa incentivante
  • Rafforzamento del trasporto pubblico locale con mezzi elettrici o a basso impatto
  • Introdurre abbonamenti gratuiti al trasporto pubblico locale per le studentesse e gli studenti.