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VINCENZO CECCARELLI

VINCENZO CECCARELLI

Fine vita. : “Nessuna legge bandiera e zero pressioni per approvare. Abbiamo scelto di non voltarci da un’altra parte”

“E’ il confronto più alto, sofferto e partecipato dell’intera legislatura”.
Si è aperto con queste parole l’intervento in Consiglio del capogruppo del Pd Vincenzo Ceccarelli, in chiusura del dibattito sulla proposta di legge sul tema del fine vita, approvata oggi dal Consiglio regionale.
“Colgo l’occasione per tranquillizzare tutti coloro i quali in questi giorni hanno evocato interventi coercitivi dall’alto, dalla segreteria nazionale o chissà da dove, per costringere i consiglieri del nostro Gruppo a votare questa legge.La verità è che nessuna coercizione è stata, ovviamente, utilizzata a nessun livello. E sono lieto che si sia respinta la questione pregiudiziale, perché questo ha consentito che si potesse svolgere questo dibattito così alto e partecipato. Del resto la Toscana ha una storia di grande civiltà, quando si parla di diritti, anche se questa legge , come abbiamo spiegato più volte, non interviene sui diritti, ma solo sulle modalità organizzative che consentiranno al servizio sanitario di svolgere il proprio ruolo nel dare attuazione ad una sentenza della Corte Costituzionale, un secondo dopo che una persona, capace di intendere e di volere, ha deciso di ritenere insopportabile il dolore di vivere, così come la legge nazionale gli consente già oggi. La legge che approviamo – prosegue Ceccarelli – nasce da una iniziativa popolare, emendata grazie al grande lavoro fatto in commissione, per renderla del tutto rispettosa della Costituzione. Del resto già il Veneto aveva ritenuto che la potestà legislativa regionale era legittima, anche se la legge poi non era stata approvata. Noi abbiamo scelto di non voltarci dall’altra parte di fronte al dolore delle persone e non c’è alcuna pretesa autonomia che la Toscana pretende di avere, bensì il semplice esercizio della potestà legislativa concorrente che tutte le regioni hanno. E’ vero che se le regioni decidono autonomamente avremo 20 regimi potenzialmente diversi, ma oggi le differenze sono già in atto tra ogni singola Asl. Grazie a questa legge – conclude Ceccarelli – garantiamo a chiunque di poter avere parità di trattamento e mettiamo a carico del bilancio regionale i costi e le complessità di questa dolorosa procedura, lasciando libertà di coscienza al personale sanitario. Il dibattito sul valore della vita riguarda tutti noi. Questa legge rappresenta una scossa che diamo al Parlamento. Ora non resta che augurarci che arrivi l’attesa legge nazionale, che farà venir meno la necessità di quelle regionali”.

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