Intervista a Vincenzo Ceccarelli-Angiolini riceve l’investitura di Fdi Ceccarelli: «Le priorità di Beppe non sono le mie. Apro a Donati» – Ceccarelli è l’uomo forte del Pd «Ho priorità diverse da Beppe e Donati entri nella coalizione»
di D’Ascoli Federico
II manager della moda verso il centrodestra e l’uomo forte del Pd Angiolini riceve l’investitura di Fdi Ceccarelli: «Le priorità di Beppe non sono le mie. Apro a Donati» Bigozzi e D’Ascoli alle pagine 2 e 3 Ceccarelli è l’uomo forte del Pd «Ho priorità diverse da Beppe e Donati entri nella coalizione» L’investitura dem in attesa del responso del campo largo: «Angiolini è un grande imprenditore ma la gente ci chiede più manutenzione, sicurezza e salute. Dico sì alle primarie con Marco» di Federico D’Ascoli AREZZO Ceccarelli, lei è il candidato del Pd, ma la coalizione non ha ancora chiuso la riflessione sulla sua candidatura. Se lo aspettava? «In questo momento il centrosinistra sta analizzando le candidature proposte dai vari soggetti che la compongono, per chiudere il suo percorso. Le dirò che la mia candidatura, della quale ringrazio l’assemblea del Pd, che mi ha ritenuto il candidato migliore da proporre agli alleati, nasce soprattutto tra la gente, tra i tanti aretini che i questi anni e in questi ultimi mesi mi hanno fermato per esprimermi la loro stima e chiedendomi di aiutare Arezzo a ritrovare un sindaco che sappia governare la città». Come descriverebbe il suo impegno in politica? «L’ho sempre interpretato come servizio e ho sempre cercato di ascoltare la voce della nostra comunità nel portare avanti gli incarichi che mi sono stati affidati nelle istituzioni. Questa è la mia storia e l’esperienza che posso mettere a disposizione degli aretini, ma i tempi sono stretti e c’è molta strada da fare. La gente vuole sentir parlare dei propri problemi e vuole capire chi tra i candidati sia in grado davvero di affrontarli e se possibile risolverli. Se si vuol andare rapidamente e convintamente in questa direzione io ci sono». In questi giorni al centro della scena è stata la discesa in campo di Beppe Angiolini. Che idea si è fatto? «E un imprenditore che ha dimostrato di saper fare bene il suo lavoro e anche di essere legato alla sua città. Concordo assolutamente sull’importanza della bellezza nella visione della città. Del resto, quasi 20 anni addietro, mi trovai a perseguire questa idea promuovendo quella meravigliosa mostra dedicata a Piero della Francesca che ha rappresentato uno straordinario biglietto da visita di Arezzo nel mondo e ha inaugurato una stagione nuova per la crescita culturale e turistica». Sono questi i temi su cui lavorare? «Nella proposta di Angiolini non mi pare di vedere quello che la gente mi chiede ogni giorno quando mi incontra. A me gli aretini chiedono maggiore cura della città, o magari attenzione ai problemi che rendono difficile la vita ai cittadini, come sicurezza e salute. Benvenuta ogni voce che ama Arezzo e vuole impegnarsi. La nostra città ha bisogno di sognatori, ma soprattutto di un sindaco che sappia tradurre quei sogni in delibere, cantieri e servizi per tutti, da Piazza Grande a Rigutino» A che punto è il suo tentativo di trovare una intesa con Marco Donati, per riportarlo nel perimetro del centrosinistra? «lo credo che Donati abbia fatto un percorso per costruire il suo progetto e che meriti tutto il rispetto possibile. Però, come sempre in politica e nella vita, bisogna fare i conti con la realtà e trovare il modo per dare gambe ai progetti. E lo scenario nel quale si troviamo ad agire richiede la massima unità di chi si richiama ai valori progressisti. lo credo che in termini di programma e di visione della città non ci siano ostacoli insuperabili che separano il progetto della coalizione di centrosinistra dal suo». Se ne esce con le primarie? «Mi auguro che si riesca a trovare il modo per ricondurre Donati nel perimetro per lui più naturale, se serve anche ricorrendo alle primarie che lui aveva legittimamente proposto. Altrimenti corriamo il rischio di non metterci nelle condizioni ideali per attuare quei progetti a cui in molti hanno lavorato e creduto. In quel caso noi andremo comunque avanti parlando delle cose concrete e alleandoci con la gente». Le sue priorità per la città quali sono? «Stando in mezzo alla gente si percepisce l’insoddisfazione e la preoccupazione per il futuro. Bisogna invertire questa tendenza, ripartendo dalla cura e dall’ascolto. Investire sulle persone, sulle energie locali e sulla qualità della vita come leva di sviluppo. Con serietà, ascolto e visione possiamo lavorare tutti i giorni per governare con competenza questo comune, avere una città più vicina alle aspettative dei cittadini, costruire un sistema locale che non lasci indietro nessuno e che sappia offrire opportunità e un futuro credibile agli aretini».
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