Politica
Manetti: “Ritessere i legami culturali”. Ceccarelli: “Cambiamo metodo, più partecipazione”
di Redazione Arezzo24
17/04/2026 09:37
Arezzo – La cultura come motore di sviluppo economico, sociale e identitario. È da questa consapevolezza che ha preso forma l’incontro pubblico “Ascoltiamo la cultura”, promosso dal candidato sindaco del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli insieme all’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti, andato in scena ieri sera alla Casa dell’Energia di Arezzo.
Un appuntamento partecipato, pensato come momento di confronto diretto con associazioni, operatori e cittadini, con l’obiettivo di raccogliere idee e contributi per costruire una nuova politica culturale cittadina.
Manetti: “Ricostruire fiducia e legami”
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata Cristina Manetti, che ha evidenziato la necessità di ripartire proprio dal rapporto con il tessuto culturale locale.
«L’impressione è che questa città abbia bisogno di ritessere proprio un legame con tante associazioni, con tante realtà culturali, di far ritrovare fiducia anche nei cittadini che amano la cultura e sono consapevoli che è lo strumento per la crescita di una comunità», ha dichiarato.
Un percorso che, secondo l’assessora regionale, parte dall’ascolto: «È stato molto interessante. Vincenzo ha ascoltato perché ha lanciato una campagna importante verso questo mondo che evidentemente ne ha tanto bisogno. È il piede giusto per partire e ricostruire prospettive, una programmazione culturale all’altezza di questa grande città».
Ceccarelli: “Mancano spazi e ascolto, vogliamo cambiare metodo”
Dal confronto è emersa una città vivace ma in cerca di strumenti e spazi adeguati. A sottolinearlo è stato lo stesso Ceccarelli:
«Abbiamo potuto ascoltare tante esperienze a dimostrazione della vivacità che esiste ad Arezzo dal punto di vista delle associazioni culturali e musicali, soprattutto portate avanti dai giovani».
Una ricchezza che, però, secondo il candidato sindaco, non è stata sostenuta a sufficienza: «Abbiamo avuto la conferma che mancano centri di aggregazione giovanile, luoghi dove sviluppare creatività e innovazione culturale e musicale. E purtroppo è mancata in questi anni la capacità di ascolto da parte dell’amministrazione».
Da qui l’impostazione alternativa proposta: «La nostra linea è quella dell’ascolto, della partecipazione, del prendersi cura. La cultura è un nutrimento per una comunità, ma può essere anche una leva di sviluppo, anche in connessione con il turismo».
Cultura come sviluppo e progettualità condivisa
Il tema centrale resta quello di una programmazione strutturata, capace di valorizzare le energie già presenti sul territorio.
«Dobbiamo lavorare per dare una programmazione alle attività culturali, valorizzare le esperienze esistenti e offrire spazi di espressione e creatività», ha aggiunto Ceccarelli. «Vogliamo costruire strategie e progettualità insieme, perché solo unendo le forze possiamo mettere la cultura al centro delle politiche e farne una leva di sviluppo per il territorio».
Un’impostazione già delineata nel comunicato che ha preceduto l’evento, in cui la cultura viene indicata non come elemento accessorio, ma come infrastruttura strategica capace di generare valore e opportunità.
Dalla critica al rilancio
Nel suo intervento, Ceccarelli ha ribadito anche una critica all’attuale gestione: negli ultimi anni, ha spiegato, Arezzo avrebbe perso occasioni importanti, senza una visione capace di mettere in rete esperienze e competenze, privilegiando eventi sporadici rispetto a percorsi duraturi.
Da qui la proposta di un cambio di passo: più ascolto, più connessioni, più investimenti sulla creatività e sulle professionalità locali.
L’incontro alla Casa dell’Energia si inserisce così in un percorso più ampio di costruzione partecipata del programma, con l’obiettivo dichiarato di riportare la cultura al centro delle politiche cittadine e, insieme, del futuro di Arezzo.